Istituto Statale di Istruzione Superiore "Primo Levi" - Via Biagi 4, Montebelluna (TV)

venerdì 8 marzo 2013

Campanili e territorio


Campanili e territorio
La funzione educativa del patrimonio culturale e del territorio:
risorse per promuovere conoscenze, abilità e comportamenti generatori di fruizione consapevole e cittadinanza attiva.
Il progetto che si è concretizzato in questa esposizione parte da due considerazioni:

  • la crisi dell’educazione oggi è percepita soprattutto come caduta di senso dell’educare, che determina, da parti di molti, la rinuncia a un impegno convinto;
  • un approccio superficiale ai valori artistici, storici e spirituali del territorio determina uno “spaesamento”, soprattutto nei giovani.

Contro tali mali si intende qui proporre un’esperienza concreta e convinta di educazione al patrimonio, intesa quale

attività formativa formale e informale, che mentre educa alla conoscenza e al rispetto dei beni con l’adozione di comportamenti responsabili, fa del patrimonio oggetto concreto di ricerca e interpretazione, adottando la prospettiva della formazione ricorrente e permanente alla cittadinanza attiva e democratica di tutte le persone. 1

Perché il territorio
Si propone che il dibattito sulla ristrutturazione dei contenuti da insegnare possa fare perno sull’attenzione al nostro territorio, considerando la finalità della scuola di educare all’appartenenza, all’identità e alle radici storiche, con la prospettiva aperta ad un futuro mondializzato.

Perché i campanili
Laddove i luoghi diventano equivalenti e l’assenza di un orizzonte di senso determina esperienze frammentarie, si assiste ad un venire meno di quell’identità indispensabile per permettere e favorire un vero dialogo interculturale.
Il presente itinerario progettuale, intendendo recuperare luoghi di valore capaci di orientare i giovani ad una ricerca attiva sul proprio territorio, ha individuato nei campanili l’oggetto privilegiato dell’esperienza didattica. Il campanile è infatti il primo significativo monumento che accoglie già da lontano chi si avvicina ad un paese del nostro Veneto, annunciando che quel luogo è ricco di arte, storia e religione.

Cenni storici e significato del campanile
Nella tradizione cristiana il campanile deve il suo nome al fatto di accogliere alla sommità le campane. La sua origine è molto antica; dopo l’editto di Costantino (del quale ricorre proprio quest’anno il XVII centenario) che nell’anno 313 d.C. liberalizzò il culto cristiano nell’Impero romano, per convocare i fedeli si utilizzarono diversi sistemi, come “l’asse sacra” – un’asse che veniva percossa. Il sistema più diffuso già intorno al X secolo nella respublica christiana, ormai comprendente tutta l’Europa, fu costituito dalle campane di bronzo issate sopra delle torri.

Il campanile è vero axis mundi, unendo la terra e il cielo nella sua svettante armoniosità; riunisce in sé lo spazio e il tempo: incardina lo spazio e scandisce il tempo della chiesa.

Come un tempo orientavano i pellegrini oggi, epoca di nomadismi, i campanili rappresentano ancora punti di riferimento certi nello spazio; il cristiano, che nomade non è, ma pellegrino verso la Mèta indicata proprio dai segni, riconosce nel campanile - e nella chiesa che è accanto - i simboli di una realtà che non è solo terrena.

In una società distratta il suono delle campane ricorda, non solo ai cristiani, che esiste una realtà più importante alla quale rivolgere il cuore. Un concerto di campane ci propone oggi, epoca di individualismi, una riflessione morale particolarmente attuale e urgente: in una campana di Lallio, in provincia di Bergamo, si può leggere la seguente iscrizione:

“Quomodo si libeat quoque sit in discordia concors quisquis es ex nostro quaerere disce sono”

[impara dal nostro suono a cercare la concordia tra opinioni diverse]


Valori architettonici
Attraverso questa mappatura si possono osservare le varie caratteristiche dei campanili presenti sul territorio preso in considerazione: differiscono nel fusto, nella sommità, negli elementi decorativi, nella collocazione rispetto all’edificio principale della chiesa e rispetto alla topografia del luogo.

Valori paesaggistici
Questo studio intende evidenziare soprattutto il valore paesaggistico della presenza dei campanili nel territorio; considerata la verticalità delle forme visibili anche da grandi distanze, il campanile entra in relazione con la campagna trevigiana e con i rilievi che le fanno da corona. Considerata la numerosità dei campanili, essi costituiscono inoltre una fitta rete che tiene insieme e struttura il territorio, rendendo visibili, nei nodi della rete, luoghi di grande spessore artistico, storico e religioso.



Valori simbolici ed evocativi
Sulla sommità delle cuspidi di tutti i campanili della nostra diocesi sono presenti le croci cosmiche “3D” che raccolgono simbolicamente quanto i campanili e il territorio ci significano: quali sono le due dimensioni umane.
Le braccia orizzontali della croce, orientate a indicare i punti cardinali, ci segnalano che l’orizzonte è magnifico, ci invitano ad allargare lo sguardo per abbracciare il mondo che l’uomo custodisce e modifica con il proprio lavoro (homo faber). L’asse verticale ci segnala che la vita è sorprendente e invita l’uomo a non incurvarsi su se stesso e a non appiattirsi sulla diemensione orizzontale (homo religiosus).


Valore affettivo
E’ necessaria una relazione “di senso” tra le testimonianze del patrimonio e i destinatari delle azioni educative; tale relazione si realizza se gli studenti, nelle loro multiple identità e appartenenze diventano recettori attivi del patrimonio, vengono riconosciuti “comunità interpretative”.

Considerazioni finali
In una società sempre più multietnica e culturalmente polifonica il patrimonio, portatore di segni plurimi e complessi, caratterizzato da processi di contaminazione e da continue integrazioni, è eccellente strumento per il riconoscimento e la comprensione critica dell’identità come della diversità culturale, del mondo proprio e altrui, sollecitando il dialogo costruttivo e il confronto tra individui e comunità interpreti di istanze differenti.



Il responsabile del progetto
arch. Alessandro Zorzi








Nota: tutto il materiale presente in questa mostra è originale, raccolto in attività di rilevamento fotografico dagli studenti delle classi Quinta C e Quinta D; le schede sono state elaborate sulla base di ricerche documentarie; l’elaborazione grafica del campanile della parrocchiale di San Bartolomeo di Merlengo è stata curata dagli studenti della classe Quarta G. Tutto il materiale, raccolto ed elaborato in un video, partecipa al concorso “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale del Veneto” bandito dall’Assessorato Regionale all’Identita Veneta, dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) - Comitato del Veneto – e dall’Ufficio Regionale Scolastico per il Veneto.
1 A. Bortolotti, M.Calidoni, S.Mascheroni, I. Mattozzi, Per l’educazione al patrimonio culturale. 22 tesi, FrancoAngeli, Milano 2008

mercoledì 6 marzo 2013

SCHEDA PROGETTO BANDO DI CONCORSO “TUTELA, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO LINGUISTICO E CULTURALE DEL VENETO”

Bando di Concorso
“TUTELA, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO LINGUISTICO E CULTURALE DEL VENETO”


SCHEDA PROGETTO
Dati dell’istituzione scolastica
Codice: tvis00300b
Denominazione: ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE “PRIMO LEVI”
Indirizzo:  VIA BIAGI, 4 - 31044 MONTEBELLUNA (TV)
Telefono: 0423 23523
Mail: segreteria@liceolevi.it       pec: tvis00300b@pec.istruzione.it

Ambito del progetto:
Ambito 2: percorso di ricerca e valorizzazione del patrimonio artistico e storico

Titolo di progetto:
“CAMPANILI E TERRITORIO”

Classi coinvolte:
Quinta C – Quinta D – Quarta G   

Collaborazioni esterne:
Altre Istituzioni scolastiche, Enti locali, Pro Loco, Associazioni territoriali
Altro: Parrocchia di S.Bartolomeo di Merlengo (Ponzano V.to – TV)

Docenti conduttori:
prof. Alessandro Zorzi (referente); prof.ssa Valentina Meli

Finalità e obiettivi di apprendimento:
  1. educare alla percezione culturale dello spazio, esplorando il territorio come teatro e palinsesto di tracce
  2. comprendere il territorio come luogo per l’alfabetizzazione
  3. educare alla sensibilizzazione del patrimonio locale
  4. fare “ mente locale” come antidoto allo spaesamento
  5. educazione al disegno come mezzo per documentare, organizzare, analizzare, riprodurre: disegno dal vero, rilievo architettonico, disegno computerizzato vettoriale e raster
  6. educazione all’immagine fotografica come mezzo di documentazione
  7. educazione al lavoro condiviso, di gruppo, all’apprendimento cooperativo in modalità laboratoriale e in termini di sperimentazione
Tematica affrontata:

La funzione educativa del  patrimonio culturale locale, nella sua dimensione territoriale e monumentale, quale risorsa per promuovere conoscenze, abilità e comportamenti generatori di fruizione consapevole e cittadinanza attiva. Il documento di riferimento è l'accordo quadro firmato il 20 marzo 1998  tra il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e il Ministero della Pubblica Istruzione “in considerazione del diritto di ogni cittadino ad essere educato alla conoscenza e all’uso consapevole del patrimonio culturale”. L’accordo quadro recepisce la “Récommandation N° R (98) 5 du Comité des Ministres aux Etats membres relative à la pédagogie du Patrimoine” (17 marzo 1998). Tale Raccomandazione europea definisce la “pedagogia del patrimonio”, ne esplica i campi di applicazione, l’organizzazione delle azioni, nonché la formazione degli operatori e le misure amministrative.

Ideazione:
* Il contesto
* Il problema di partenza
* L’idea chiave

Il percorso progettuale è stato organizzato in relazione al contesto in cui ci si è trovati ad operare, alla specificità del patrimonio oggetto della ricerca e alla tipologia dei destinatari
  1. Il contesto scolastico e territoriale: istituto superiore liceale da anni legato al territorio attraverso eventi pubblici (conferenze, spettacoli), con bacino d’utenza relativamente ampio e ricco di patrimonio artistico, storico, culturale, naturale.
  2. Il problema di partenza: il senso di “spaesamento” dei ragazzi in relazione ad una percezione distratta del territorio e del patrimonio storico-culturale-religioso.
  3. L’idea chiave: recuperare un messaggio visivo e sonoro chiaro e forte, quale il campanile, spesso soffocato dalla aggressività della nuova edilizia circostante, per rilanciare un nuovo senso dell’abitare il territorio, aperto all’orizzonte che tiene in rete i campanili e al senso del “sacro” che conduce il nostro sguardo all’altezza che si raggiunge solo col cuore
Progettazione:
Ex ante sono state indagate le condizioni di praticabilità del progetto individuando le risorse e gli strumenti e provvedendo alla organizzazione del materiale didattico
- Risorse e strumenti: i docenti coinvolti hanno messo a disposizione le proprie competenze professionali specifiche (esperienza professionale nello studio e recupero di beni con vincolo della Soprintendenza, master nel settore delle comunicazioni; master in tecnologie didattiche ; sperimentazione nei percorsi di apprendimento condiviso ; sperimentazione dall’apprendimento mediato, laurea in Scienze Religiose); gli studenti sono stati coinvolti e loro volte hanno coinvolto le loro famiglie nella attività di rilevazione fotografica e architettonica (sabato e domenica…);  gli studenti hanno messo a disposizione le fotocamere personali o di famiglia; l’istituto ha messo a disposizione il materiale necessario all’allestimento dell’esposizione (pannelli, cartoncini, cartoni, materiale di cancelleria), i laboratori di informatica per la realizzazione delle schede e per la elaborazione del materiale fotografico e video, la sala stampa per le risproduzioni su supporto cartaceo, l’aula magna per l’inaugurazione della mostra interna all’Istituto, lo spazio espositivo da anni dedicato specificamente alla fruizione dei lavori prodotti dagli studenti.
- Organizzazione del materiale didattico: il copioso materiale fotografico è stato organizzato in file e cartelle di file, procedendo ad una accurata catalogazione che rimane a disposizione per altre esperienze future; il materiale documentario storico è stato organizzato e sintetizzato in schede di rilevazione, che rimandano ai redattori e ai documenti originali, quindi reperibili in futuro. Tutto il materiale, informatizzato, è stato condiviso in itinere dagli studenti e dai docenti; il materiale raccolto e prodotto (fotografie, disegni cad) è stato organizzato attraverso un prodotto video animato.

Descrizione dell’esperienza:
* Organizzata in sequenze
Cosa fanno gli studenti:
- rilevazione fotografica dei campanili, condotta in gruppo o singolarmente, da corta-media-lunga distanza, individuando i coni visivi
- acquisizione documentale per la compilazione della scheda di rilevazione, presso biblioteche, pro loco, archivi parrocchiali
- compilazione della scheda-Excel di rilevazione sulla base dei dati raccolti
- organizzazione della documentazione fotografica in formato Word, completa di planimetrie del territorio individuanti i punti di vista e i coni visivi
- rilevazione metrica della torre campanaria della Parrocchiale di Merlengo (Ponzano V.to), con esperienza di salita alla torre e visione del territorio circostante;
- disegno dal vero del campanile stesso;
- restituzione del rilievo con programma di modellazione cad: laboratorio organizzato per gruppi con realizzazione del disegno 3D del campanile
- sperimentazione di programma di editing raster (Photoshop) come elaborazione della documentazione raccolta;
- realizzazione di sequenza video animata del disegno cad
- realizzazione di un modellino in scala 1:50 della torre campanaria della Parrocchiale di Merlengo
- allestimento della mostra “Campanili e territorio” presso lo Spazio Espositivo del Liceo Primo Levi, aperta al pubblico, con realizzazione di pannelli espositivivi dimensioni 70x50 cm.
- realizzazione del prodotto finale come video animazione
Cosa fa il docente:
- organizzazione dei gruppi di lavoro per la rilevazione fotografica e individuazione dei manufatti da rilevare
- predisposizione della scheda-tipo di rilevazione  in formato Excell
- lezioni frontali sul rapporto architettura-territorio, sul patrimonio storico-artistico-paesaggistico e la sua valorizzazione
- lezioni frontali sulle modalità di acquisizione del materiale documentario
- lezione in situ sulle modalità operative di un rilievo architettonico di un monumento
- lezione interattiva sull’uso del programma di modellazione 3D cad
- organizzazione in gruppi di lavoro per la realizzazione dei disegni cad
- lezioni in modalità laboratoriale per la realizzazione informatica del disegno
- lezione laboratoriale sull’uso di programmi software per l’elaborazione di foto e disegni in modalità raster
- lezione sui criteri espositivi e sulle tecniche della comunicazione; organizzazione del lavoro e divisione dei compiti.

Punti di forza e di debolezza:
Punti di forza:
- forte coinvolgimento di tutti gli attori
- esperienza formativa ai fini del curricolo rinnovato, che fornisce competenze chiave per la cittadinanza
- esperienza che permette la riappropriazione da parte degli studenti del patrimonio storico-culturale-religioso nel suo contenuto educativo vitale e attuale
- esperienza “antidoto” allo spaesamento
Punti di debolezza:
- la difficoltà a conciliare i tempi della sperimentazione progettuale con i tempi della didattica tradizionale

Metodologia:
- apprendimento collettivo in situazione
- apprendimento a partire da problemi
apprendimento in situazione di negoziazione con il docente e di scaffolding con i propri pari
- apprendimento attraverso lo studio di caso
- laboratorio

Materiali realizzati:
  1. n° 40 schede  di rilevazione in formato Excell;
  2. n° 40 schede di documentazione fotografica in formato World, stampabili in formato A4;
  3. modellino di torre campanaria della Parrocchia di Merlengo di Ponzano in scala 1:50, realizzato in cartoncino;
  4. restituzione 3D con programma SketchUp della torre campanaria della Parrocchia di Merlengo di Ponzano;
  5. schizzi dal vero della torre campanaria
  6. elaborati raster degli schizzi dal vero
  7. n° 20 pannelli trasportabili per allestimento Esposizione Itinerante;
  8. n° 1 video durata 12’ su supporto cd.
Reperibilità dei materiali:
Tutto il materiale è disponibile presso la sede dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Primo Levi”.

Materiali allegati:
Video della durata di 12’ su supporto informatico CD realizzato  con programma Windows Live Movie Maker; relazione dettagliata che riproduce il testo del primo pannello della mostra “Campanili e territorio” allestita presso la sala espositiva del Liceo Levi.

Il docente referente del progetto:
prof. Alessandro Zorzi
Il Dirigente Scolastico
ing. Enzo Toffano

Campanili e territorio in mostra a Merlengo (TV) e Paderno di Ponzano (TV)

Nei giorni 16 e 17 marzo 2013 la mostra "Campanili e territorio" sarà ospitata presso l'Oratorio parrocchiale di Merlengo (TV).
Successivamente, nei giorni 22 e 28 marzo 2013, la mostra sarà ospitata presso la sala esposizioni "Casa dei mezzadri" di villa Rubbi - Serena a Paderno di Ponzano Veneto (TV)

lunedì 25 febbraio 2013

Inaugurazione della mostra “Campanili e Territorio”

A partire da lunedì 25 febbraio, presso lo spazio espositivo al piano
terreno, è visitabile la mostra “Campanili e Territorio”, realizzata dalle classi 5C, 5D e 4G del liceo Scientifico, a cura della Prof. ssa Meli e del Prof. Zorzi.
Si segnala che il progetto “Campanili e Territorio” partecipa alla seconda edizione
del Concorso per la “Tutela, Valorizzazione e Promozione del Patrimonio linguistico e
culturale del Veneto” bandito dalla Regione Veneto, dal Miur Veneto e dal Comitato Pro Loco UNPLI Veneto.

sabato 26 gennaio 2013

Luigi Serena - Ritratto di Giovan Battista Gelsomini - olio su tela - 1910 ca - 50 x 70 cm - Treviso, Collezione privata

sabato 10 marzo 2012

Mostra presso lo Spazio Espositivo: “Carlo Didonè: il processo creativo per la realizzazione di un'opera pittorica”

Dal 20 marzo 2012 al 30 aprile 2012

https://www.facebook.com/events/350598724981558/


Carlo Didonè
Vive e lavora in Campigo di Castelfranco Veneto, dove è nato alle prime ore del mattino di una calda giornata di fine luglio del 1950.
Già da bambino era affascinato da tutto ciò che era colorato e questo lo portava a sognare e a scarabocchiare qualcosa con la matita su tutto ciò che gli capitava sotto mano. La passione per il disegno e la pittura lo fecero approdare più tardi all’Istituto Statale d’Arte “Pietro Selvatico” di Padova dove si diplomò in decorazione pittorica sotto la guida di Luigina De Grandis, Mario Massarin ed Alberto Rubaltelli ed inoltre al Magistero d’Arte ai Carmini di Venezia con Alessandro Pornaro e Giorgio Pettener.
Giovanissimo si è confrontato con l’arredo liturgico disegnando e costruendo degli oggetti per la Chiesa parrocchiale Santa Lucia in Campigo: l’altare, l’ambone, il leggio e la base porta crocifisso. Questi sono stati realizzati come elementi dalle linee essenziali e minimaliste che riprendevano in linguaggio contemporaneo la semplicità dell’edificio storico e monumentale (linea curva, orizzontale e verticale).
Le figure geometriche hanno sempre suscitato interesse in lui tanto da portarlo ad elaborare un linguaggio ed una ricerca artistica in questo ambito, con la scoperta e la generazione di nuove forme espressive talvolta anche dinamiche.
I lavori degli anni Settanta sono caratterizzati dalla ricerca del movimento (rotazione dell’esagono e di altre figure geometriche) accentuata anche da un colore molto vivace e dall’accostamento di altri materiali esaltati per il loro cromatismo naturale come il sacco, lo stucco, il mosaico, fogli di metallo e vetro.
Negli anni Ottanta il suo interesse fu rivolto alla fotografia, che gli permise di esplorare nuovi linguaggi espressivi ed inoltre lavorare per il recupero dell’ambiente e la casa rurale nel Veneto, in particolare nel Trevigiano. Detta inclinazione lo portò anche in pittura ad accostamenti e ad un linguaggio figurativo, dove la geometria, pur se mascherata, era sempre presente.
Successivamente verso la metà degli anni Novanta l’osservazione di strutture prodotte dall’uomo, che caratterizzano il nostro paesaggio urbano, ed altre presenti in natura stessa, lo riportavano all’iniziale ricerca di elaborati geometrici.
Ora la diagonale, sostenuta da un colore ricco e brillante, diventa l’elemento creativo principale di ogni composizione artistica.
Ha partecipato attivamente nell’organizzazione di mostre didattiche con laboratorio creativo di pittura e disegno per bambini, ragazzi ed adulti (laboratorio di miniatura, pittura su tavola, tecniche murali, mosaico e disegno).
Numerose sono le esposizioni a cui ha partecipato. Da ricordare una costante presenza in mostre a tema di Mail Art in Italia, Belgio, Francia, Germania.

giovedì 5 maggio 2011

Mostra sulla trattatistica del 1500

Ieri, 4 maggio 2011, è stata inaugurata la mostra sulla trattatistica del 1500, a cura del Prof. Alessandro Zorzi